Le canzoni di Giandil sono tutelate grazie a Patamu. Tutti i diritti riservati.


SOTTO LA COLLINA

La Contea, gli Hobbit e Casa Baggins, dove tutto ha inizio.

Al di là dall’Acqua
tra i prati il passo sale
e giardini profumano l’aria.
Tutta la Collina
è piena a non finire
di tondi tunnel e vecchie storie.
Quando il mondo è quieto
e il mattino silenzioso
la Piccola Gente si sveglia.
Risa profonde e verde e giallo
tra i campi e la Via
come un canto o una leggera poesia.

Tonde come il sole
come occhi dentro al prato
le finestre della Piccola Gente ho incontrato.
Veloci e silenziosi
i loro passi nel profondo
lontani dalle avventure del mondo.

Al di là dall’Acqua
per la via di Sottocolle
passano i viandanti la sera.
Verso il Grande Mare
per i boschi stellati
nel vento il loro canto puoi udire.
Sotto la Collina
c’è un buco nella terra
dimora di riccioli d’hobbit.
Quanto il mondo è quieto
e va la sua canzone
compare un vecchio con un bastone.

Tonde come il sole…


SCHEGGIA LE COPPE

I Nani, sparecchiando la cena a Casa Baggins, cominciano a lanciarsi piatti e posate cantando questa allegra canzone, e facendo venir la pelle d’oca a Bilbo che si immagina già una montagna di cocci irrecuperabili. Ma i Nani alla fine non hanno scheggiato nemmeno un bicchiere!

Scheggia le coppe,
frantuma i piatti,
piega forchette e coltelli,
Bilbo lo odia da matti,
fai attenzione anche a quelli!

Strappa tovaglie,
salta sul grasso,
rovescia il latte ed il vino,
Bilbo lo odia da matti,
rovescia fino al mattino!

E le stoviglie
con il pestello
tritale, tritale bene,
ma se qualcuna resta non rotta
buttarla in terra conviene!


LONTANO SUI MONTI

I Nani attorno al camino decidono il grande viaggio, intonando prima uno poi in coro il loro canto solenne.

Lontano su monti
nebbiosi e gelati
in antri oscuri e desolati
prima dell’alba dobbiamo andare
in cerca di antichi tesori incantati.

Come campane a festa nel tempo lontano
sotto la rocciosa cresta era l’abile mano
e magiche gesta per Signori d’Elfi
compivano i Nani sugli ori preziosi
e d’else e di gèmme creavano l’arte di giochi e colori.
Collane di stelle e bagliori di drago
e luci degli astri soffuse nel vento
come fili di sole intessuti nel tempo
e strappati al cadere.

Lontano su monti
nebbiosi e gelati
in antri oscuri e desolati
prima dell’alba dobbiamo andare
a chièdere di òri dimenticati.

Giù nella tèrra dove non giunge nessuno
canti echeggiavano allegri al lavoro dei Nani
tra calici e arpe d’oro e di gemme
giunse sui boschi un fuoco splendente
e spinto dal vento distrusse ogni cosa
nel terrore buio.
Solo fumo e deserto per l’ira del drago
di morte sepolta dagli anni passati
nessuno ha più udito il cantare dei Nani
lontano sui monti
fumosi e gelati.

Lontano su monti
nebbiosi e gelati
in antri oscuri e abbandonati
prima dell’alba dobbiamo andare
per il canto e i tesori che furon strappati.


RIVENDELL

Gli Elfi accolgono i Nani a Rivendell, Gran Burrone, l’Ultima Casa Accogliente.

Cosa fate, dove andate?
I cavalli qui riposate,
nella valle scende il fiume
con cascate.

Che cercate, dove andate?
Qui le mani riscaldate,
nella valle questa è l’ora che mangiate.
Dove andate, dove andate?
Perché mai vi ritrovate
nella valle a Gran Burrone che cercate?

Dove andate, dove andate?
Perché mai vi ritrovate
nella valle a Gran Burrone
in piena estate?
Mentre il giorno muore lieve
non pensate di partire,
ma restate il nostro canto
fino all’alba a udire.

Cosa fate, dove andate?
I cavalli qui riposate,
nella valle scende il fiume
con cascate.
Dove andate, dove andate?
Perché mai vi ritrovate
nella valle a Gran Burrone
con noi restate!


GIGANTI DI PIETRA

Scoppia il temporale sulle Montagne Nebbiose. E Bilbo vorrebbe soltanto fuggire dal violento scontro che si consuma sulle cime rocciose…

Sentieri e passi mi attirano
mi ingannano e si perdono
infestati da cose malvagie.
Per lunghi giorni ho salito un cammino tortuoso,
lasciando solo le terre del mio riposo.

Grandi Giganti
di pietra e di tuono
lasciatemi discendere piano
le cime e le grotte, tra frane e tempeste.
Grandi Giganti
lasciatemi passare ora piano
finché sarò lontano.

Infrangere non oso il silenzio
delle vette tra cui fischia il vento
mai nessuno qui ha regnato, ma l’oscurità è in agguato.
Sospeso su oscure valli
assisto allo scontro dei Giganti di Pietra
tra lampi tuoni e massi
scaraventati al cielo
e vento e pioggia il loro destriero.

Grandi Giganti…

Ma lasciatemi andare sulla Via del mio destino
in cerca di un canto al mio cuore più vicino.
Grandi Giganti di pietra e di tuono,
lasciate che vada da solo.


NELL’OSCURITA’

Bilbo e Gollum nella caverna fanno a gara di indovinelli. Per scoprire se Bilbo ne uscirà vivo.

All’incauto che si perde nei meandri sotto terra
dove fòrti radici il monte conserva.
Tra stagni e tunnel di roccia d’imbattersi può accadere
in obliate creature.

La tua via è senza uscita
dimmi ora cos’hai trovato
se ti lascerò la vita
lo decida il gioco del fato.

Che cosa ha radici invisibili
e svetta più in alto degli alberi
che cosa va fra le nuvole
e mai può sperare di crescere?

La tua vita è senza uscita, dimmi ora cos’hai trovato
sì ti lascerò la vita, è la montagna, indovinato.

Quali bianchi destrier
in trenta su un colle rosso
stanno a battere e mordere
quando nessun si è mosso?

La tua via è senza uscita, dimmi ora cos’hai trovato
se ti lascerò la vita, sono i denti, ho indovinato.

Ma cos’è che, muto, grida
e che vola senza ali
senza denti morde e arriva
non ha bocca e fa segnali?

La tua via è senza uscita, dimmi ora cos’hai trovato
sì ti lascerò la vita, è il vento, indovinato.

Vedere non si può e neanche sentire
fiutare non si può e neppure udire.
Sta sotto i colli, sta dietro le stelle
e riempie i vuoti e toglie la vita dalla pèlle.

La tua via è senza uscita, dimmi ora cos’hai trovato
se ti lascerò la vita, è il buio, indovinato.

Chi è che vive e non respira,
e freddo come morte senza sete beve
chi è ch’è corazzato assai
ma non tintinna mai?

La tua via è senza uscita, dimmi ora cos’hai trovato
sì ti lascerò la vita, è il pesce, indovinato.

E cos’è che ogni cosa divora,
ciò che ha vita, la fauna la flora,
rode calce e sovrani sconfigge
e trasformerà i monti in pianura?

La tua via è senza uscita, dimmi ora cos’hai trovato
sì ti lascerò la vita…
tempo! Indovinato.

Quando più nòn c’è domanda
e non resta che partire,
c’è chi un tesoro tròva
e chi lo perde fa infuriare,-
ma il monte alle radici
è buio e minaccioso,
non resta che pian piano
provare a risalire.


GRANDI NIDI

La compagnia in volo con le Grandi Aquile, salvata all’ultimo dall’accerchiamento degli orchetti.

Ombre nere sulla foresta
come scura bufera imprevista passano
in soccorso dei piccoli del bosco
e in volo s’innalzano nel cielo oltre le nubi.

Domina le terre chiazzate dalla luna
mentre rocce e nevi conquista in un baleno
l’Aquila leggera si posa nel suo nido
e liscia con il becco le sue lucenti piume.

Domina le terre chiazzate dalla luna
mentre rocce e nevi conquista in un baleno
in soccorso dei piccoli del bosco
e in volo s’innalzano nel cielo oltre le nubi.

Sul mondo sospesi
non c’è fine al respiro
come vento che accarezza ogni pietra.
Sul mondo protesi
il domani è infinito
e all’orizzonte aspetta tu scenda.


L’ARIDA BRUGHIERA

I Nani al riparo nella Casa di Beorn, unico rifugio in terre selvagge. Alle spalle avventure ancora brucianti, di fronte a sé l’ignoto dello stregato Bosco Atro.

Il vento sferzava l’arida brughiera
ma immobili le foglie del bosco,
la notte uguale al giorno, la luce nascondeva
creature che ancora non conosco.

Dai monti scivolava come onde di burrasca
gelido vento a scuotere le chiome
e sopra un manto di foglie morte geme ogni frasca
in un lamento sempre più forte.

Dov’è la mia strada,
dov’è la stella chiara che possa riportarmi a casa,
dove posso andare, uscire o restare,
nel labirinto oscuro dell’Atro.

Paludi senza vita e poi canne scosse al vento
le nubi scorrevano cupe
tutto freddo si mostrava il cuore della terra,
dall’acqua alla cima della rupe.

Il vento sferzava l’arida brughiera
e fin dentro la tana del drago osò infilarsi
così sporco di fumo corse rapido al mare
a gonfiare vele bianche
e ad argentare la Luna e le stelle
come gemme degli Elfi.

Dov’è la mia strada…


VECCHIO RAGNO

Bilbo sbeffeggia i Ragni giganti del Bosco Atro, mentre invisibile grazie all’anello cerca di trarre in salvo i suoi amici.

Vecchio ragno grasso e tondo
che sull’albero provvedi
fili a tesser, mi nascondo
e così tu non mi vedi!

Sputaveleno! Sputaveleno!
Al lavoro metti freno
e non tessere perché
mai potrai prendere me!

Vecchio grasso rimbambito
vecchio sciocco corpacciuto
il tuo scopo è già fallito
perchè ancor non m’hai veduto.

Sputaveleno! Sputaveleno!
Salta giù qui sul terreno!
Se sull’albero starai
prender me tu non potrai!


SUL RAPIDO RUSCELLO

Gli elfi cantano ai barili che discendono il fiume, per tornare a Lagolungo ad essere riempiti. Ignari del fatto che dentro i barili, questa volta, sono nascosti i Nani fuggitivi…

Sul rapido ruscello ritornate
alle terre che un dì conoscevate.
Fuori da caverne buie e strette
fra le rocce nordiche e le vette,
dove l’immensa foresta
declina e nel buio si arresta.

Oltre le chiome navigate
dove la brezza muore,
oltre giunchi e lagune
dove l’erba sta a tremare.
Oltre la bruma bianca
che dagli stagni s’alza.

Seguite le stelle che salgono al cielo
e all’alba andate a sud, in cerca del sereno!
Seguite le stelle che salgono al gelo
e all’alba andate a sud, in cerca del sereno!

Ai pascoli e ai prati ritornate
che i greggi a lungo hanno saziati
ai giardini sui colli, in mezzo ai fiori,
nel giorno pieno, alla luce del Sole.
Correte al sud,
al sud fate ritorno.

Seguite le stelle…


IL RE DEGLI ANTRI

Gli Uomini rievocano la profezia in onore di Thorin, il ritorno del Re sotto la Montagna. Dapprima flebile, sussurrata dai più anziani, presto si alza per le strade come un canto sommesso e speranzoso di tutto il popolo.

Il Re degli Antri sotto la Montagna
che fu Sire delle Fonti d’argento
riavrà tutto ciò che gli fu strappato un tempo.

Sul capo il diadema in vista, e il bel canto dell’arpa
che spanda melodie antiche e incantate
echeggianti per grandi sale dorate.

Sui monti le foreste sussulteranno
e l’erbe lucenti
cascate di ricchezze scenderanno
e d’oro interi torrenti.

Felici i ruscelli in corsa e i laghi brilleranno
dolore e tristezza infine scompariranno
al ritorno del Re sul suo scranno.

Il Re degli Antri sotto la Montagna
che fu Sire delle Fonti d’argento
riavrà tutto ciò che gli fu strappato un tempo.


SOTTO IL MONTE

I Nani sulla Montagna Solitaria, in attesa del fato. Il ritorno è avvenuto. ll nemico non c’è più. Ma ora un re solo e accerchiato indugia nelle sale oscure della Montagna.

Giù sotto il monte
altissimo e buio
il Re nella sua sala è ritornato
il drago suo nemico la morte ha meritato
chi vuol coglier lo stesso suo fato?

Pronti con la lancia, e la spada corta
pronto l’arco dietro la robusta porta
e il cuore ardente del tesoro
è questa la lor scorta.

Come campane a festa nel tempo lontano
sotto la rocciosa cresta era l’abile mano
collane di stelle e bagliori di drago
creavano i nani insieme a un canto arcano.

Giù sotto il monte…

Il trono del monte ora abbiam liberato
il popolo disperso ascolti il richiamo
perché il Re solo…
non sia lasciato…

Sulle soglie dell’antica casa ora
vi attende il re e i tesori dell’aurora.
Pronti con la lancia e la spada corta
qui dietro la porta…

Giù sotto il monte…


ADDIO, BUON LADRO

Thorin morente e Bilbo al suo capezzale.

[Thorin] Addio, buon ladro,
è ora per me di prender posto accanto ai miei padri
finché il mondo sia rinnovato.
Oro e argento abbandono
cosa valgono dove ora volo?
Ma vorrei la tua amicizia
sopra ciò che ho fatto e detto.

[Bilbo] Addio, Re della Montagna,
quale amara avventura non esiste compenso
che ne serbi misura,
solo dico l’onore e la gioia
d’esser stato tuo compagno di viaggio,
io non l’ho mai meritato.

[Thorin] Addio, buon ladro, è ora
ma molto in te ho trovato
il coraggio e la saggezza
nel giusto mescolato.
Se più gente stimasse
in allegria cibo e canzoni
più lieto sarebbe questo mondo
che ora lascio a giorni nuovi…

Se più gente stimasse
in allegria cibo e canzoni
più lieto sarebbe questo mondo
che ora lascio a giorni nuovi….e forse migliori.


GLI ELFI CANTANO A OGNI ORA

Gli Elfi accolgono Bilbo e Gandalf di ritorno a Gran Burrone, dopo la grande impresa. Dove li condurrà adesso il loro viaggio?

Ecco il drago è già spacciato
e il suo corpo sbriciolato
ma qui l’erba spunta ancora
gli Elfi cantano a ogni ora!

Anche i re più in là cadranno
con le terre e i lor tesori
ma qui l’acqua scorre ancora
gli Elfi cantano a ogni ora!

Ogni stella è più che gemme
e la luna più che argenti
perché allor raminghi andare?
Più dell’oro il focolare.

Ora dunque dove andate?
Corre il fiume e le stellate
a chi stanco torna ancora
gli Elfi cantano a ogni ora!